Roberto Assagioli

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 Roberto Assagioli 
(Venezia, 27 febbraio 1888 – Capolona, 23 agosto 1974)

Il padre della psicosintesi nasce da genitori ebrei e viene allevato dalla madre e dal medico Emanuele Assagioli, che la madre, rimasta vedova, sposò in seconde nozze nel 1891.
Roberto ricevette una notevole preparazione culturale che includeva lo studio delle lingue, l’inglese in particolar modo, che egli usò nel corso di tutta la vita per la diffusione della psicosintesi in tutto il mondo ed, in più di un’occasione, per la prima stesura di alcuni dei suoi libri.
A soli 15 anni cominciò a scrivere e pubblicare su argomenti sociali e culturali, maturando interesse e curiosità sia per gli studi umanistici e letterari che per quelli scientifici. La sua collaborazione con diverse pubblicazioni proseguì negli anni seguenti, anche dopo il trasferimento della famiglia a Firenze
Laureatosi in medicina e chirurgia nel 1910, rivolse ben presto la sua attenzione alla psicoanalisi , argomento su cui elaborò la sua tesi di laurea dopo un periodo di frequenza c/o il centro di Burghozli di Zurigo e di cui introdusse i principi ed i metodi in Italia attraverso la pratica clinica e la pubblicazione della traduzione degli scritti dello stesso Freud.
A partire dal 1914 si staccò dal pensiero Freudiano, ritenendolo limitato e costrittivo e rivolse la sua attenzione alla costruzione di un suo orientamento teorico pratico, che indicò inizialmente con il termine psicagogia, intendendo con esso un metodo educativo che non si ferma agli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, ma che prosegue per tutta la vita ed abbraccia integralmente tutta la personalità. I temi dell’educazione permanente e della necessità dell’uomo di evolvere se stesso per tutta la durata della vita rimasero cardini del pensiero Assagioliano.
Negli stessi anni fondò e fu editore della rivista Psiche, importante strumento di diffusione del suo nascente pensiero e di confronto e divulgazione delle correnti psicologiche del momento. Con lo scoppio della prima guerra mondiale la rivista fu chiusa e tutte le sue attività psicologiche e di ricerca sospese fino al termine del conflitto.
Dal matrimonio con Nella Ciapetti (1922), nacque nel 1923 il figlio Ilario, che fin dall’infanzia si rivelò intelligente, dotato di grande curiosità e precocemente maturo. Ammalatosi nell’adolescenza di tubercolosi, malgrado le intensive e molteplici cure, Ilario morì a soli 28 anni, dopo avere trascorso lunghi periodi in sanatorio.
Dopo la morte del figlio, che pure rallentò l’ entusiasmo vitale che da sempre lo caratterizzava, Assagioli si dedicò al consolidamento del suo pensiero, tenendo corsi e conferenze, lezioni individuali e di gruppo e viaggiando in Inghilterra e Francia, dove aveva costituito gruppi di meditazione. Le idee di cui fu pioniere, furono infatti accolte con maggiore entusiasmo e trovarono grande seguito soprattutto all’estero, in molti paesi Europei ed in Sudamerica.
Nel 1926 fondò a Roma l’Istituto di psicosintesi che fu chiuso durante il periodo del fascismo, per riaprire a Firenze dove ha tuttora sede principale.
Con l’avvento della II guerra mondiale Assagioli fu accusato di “attività pacifiste” e per questo imprigionato per un mese. Fu in questo periodo che egli scrisse i più toccanti e profondi saggi sul tema della……. Libertà!
Nel 1973 con alcuni allievi e collaboratori fonda la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica, scuola di formazione per psicoterapeuti fra le prime riconosciute legalmente in Italia. I suoi scritti sono stati tradotti in otto lingue e la Psicosintesi è ora presente con Centri ed Istituti in Europa, Sudamerica, Stati Uniti, India, Australia.
Uomo di grande saggezza che seppe trasmettere gioia ed entusiasmo a tutti coloro che gli furono vicini, padre e maestro per i suoi allievi, Roberto Assagioli visse con intensa fecondità gli ultimi anni della sua vita, continuando a viaggiare, insegnare e scrivere.
Nel 1973 dopo oltre cinquant’anni di matrimonio morì la moglie Nella, dopo un difficile periodo di malattia degenerativa che richiese costante assistenza.
Roberto Assagioli morì un anno dopo, a Villa Ilario, la casa di campagna di Capolona, pochi mesi dopo aver compiuto 86 anni, pronunciando serenamente il nome del figlio, prima di spirare.

Molte delle sue pubblicazioni, che in totale ammontano a più di 300 titoli, sono disponibili in nove lingue.
Tra le principali ricordiamo :

Psychosynthesis: a manual of principles and techniques, Hobbs, Dormann & Company, New York 1965
Psicosintesi: per l'armonia della vita, Mediterranee, Roma 1966
Principi e metodi della Psicosintesi Terapeutica, Astrolabio, Roma 1973 - traduzione italiana (a cura di E. Zanotti) di "Psychosynthesis: a manual of principles and techniques"
The act of will, The Wiking Press
, New York 1973
L'atto di volontà, Astrolabio, Roma 1977 - traduzione italiana (a cura di Maria Luisa Girelli) di "The act of will"
I Tipi Umani,
(saggi e appunti a cura del Consiglio Direttivo dell'Istituto di Psicosintesi), Firenze 1978, postumo
Educare l'uomo domani, Ed. Istituto di Psicosintesi, Firenze 1988, postumo
Lo sviluppo transpersonale (a cura di M. Macchia Girelli), Astrolabio, Roma 1988, postumo
Comprendere la Psicosintesi (a cura di M. Macchia Girelli), Astrolabio, Roma 1991, postumo